Un frammento di universo nato forse prima del Sole sta attraversando il Sistema solare, e una sonda pensata per studiare una luna di Giove sta offrendo l’occasione di osservarlo da una prospettiva unica. La cometa 3I/ATLAS, terzo oggetto interstellare mai scoperto dopo ‘Oumuamua e 2I/Borisov, potrebbe essere la più antica mai studiata in dettaglio, e la traiettoria della missione Europa Clipper permette misure che da Terra sarebbero impossibili.
Gli astronomi puntano a un obiettivo ambizioso: usare uno strumento costruito per il ghiaccio di Europa per leggere la “firma chimica” di una cometa che proviene da un altro sistema stellare. Se l’ipotesi sulla sua età verrà confermata, 3I/ATLAS diventerà una sorta di capsula del tempo pre-solare, un campione naturale delle nubi molecolari da cui nascono le stelle.
Perché 3I/ATLAS è diversa da tutte le altre comete viste finora
3I/ATLAS è stata classificata come cometa interstellare perché segue un’orbita iperbolica, con una velocità eccessiva per essere legata gravitazionalmente al Sole. Ciò significa che non tornerà mai più, e che proviene dagli spazi profondi tra le stelle, probabilmente espulsa miliardi di anni fa dal suo sistema originario.
A renderla speciale sono tre indizi che gli scienziati stanno incrociando:
- Orbita e velocità: la sua traiettoria indica un’origine lontanissima, fuori dalla nostra nube di Oort.
- Composizione sospetta: le prime analisi spettroscopiche suggeriscono rapporti isotopici insoliti rispetto alle comete “nostrane”.
- Degrado minimo: la superficie sembra poco lavorata dal Sole, segno che non ha subito molti passaggi ravvicinati a stelle.
Se questi elementi verranno confermati dalle osservazioni di Europa Clipper, 3I/ATLAS potrebbe essersi formata quando la Via Lattea era molto più giovane, prima ancora della nascita del nostro Sistema solare, conservando una chimica primordiale.
In questo quadro, la sonda diretta verso Europa entra in scena quasi per caso ma con un ruolo cruciale: lungo il suo viaggio di crociera, gli strumenti pensati per studiare ghiacci e gas intorno a Giove possono essere puntati temporaneamente sulla cometa, sfruttando angoli di osservazione e lunghezze d’onda che da Terra sono penalizzati dall’atmosfera.
Come Europa Clipper “legge” una cometa interstellare in transito
Durante le finestre di visibilità, il team missione coordina una serie di osservazioni mirate, incastrandole tra le attività primarie senza rischiare la traiettoria verso Giove. Gli strumenti più preziosi sono gli spettrometri nel visibile e nell’infrarosso, ideali per studiare ghiaccio e gas sublimati dalla cometa.
I ricercatori puntano in particolare a misurare con grande precisione:
- Rapporto deuterio/idrogeno (D/H) nell’acqua, possibile indicatore di epoca e luogo di formazione.
- Abbastanza molecole organiche complesse, che rivelano quanto la cometa sia stata “cucinata” da radiazione e shock.
- Concentrazione di CO e CO₂, gas molto volatili che si perdono facilmente se un oggetto passa spesso vicino a una stella.
L’obiettivo è confrontare questi dati con il vasto archivio di comete del Sistema solare, incluse quelle visitate da sonde come Rosetta. Se 3I/ATLAS mostra firme spettrali più “primitive”, con abbondanza di ghiacci molto volatili e pattern isotopici estremi, lo scenario della cometa antichissima e poco alterata guadagnerà forza.
Per i prossimi anni, ogni passaggio osservativo diventerà un tassello di una storia più grande: capire se i mattoni chimici della vita che vediamo nel nostro Sistema solare erano già diffusi nella materia interstellare primordiale. In questo senso, Europa Clipper sta trasformando un “semplice” sorvolo verso Europa in un laboratorio volante che collega un oceano sotto il ghiaccio di Giove con una cometa nata forse prima del Sole, offrendo una prospettiva unica su come si costruiscono i mondi abitabili.
